rocco schiavone

Rocco Schiavone

Rocco Schiavone.
Secondo me è una serie coraggiosa se si considera che è andata in onda in prima serata su Rai2 in autunno.
Ed infatti è stata massacrata di polemiche, culminate addirittura in interrogazioni parlamentari. Evidentemente in Parlamento c’è più interesse per i problemi simulati che per quelli reali.

È una serie coraggiosa perché Rocco Schiavone non è affatto un vicequestore integerrimo, non è un “maresciallo Rocca” (che, chiariamo, per altri motivi comunque mi piaceva); è una  figura molto discutibile, che fuma erba, omette di denunciare reati che considera dovuti a necessità, e talvolta li commette anche, viola domicili etc. Insomma tutto quello che un poliziotto da prima serata RAI non dovrebbe fare, e contemporaneamente tutto quello che normalmente fanno le figure più riuscite dei poliziotti della narrativa italiana ed internazionale.

Anni fa Rai3 aveva tentato un esperimento simile con La squadra. L’avevo seguito con molto interesse.

Ed anche Rocco Schiavone mi è piaciuto molto, perché non è uno stereotipo, ma un essere umano, che ha dubbi, commette errori, frequenta amicizie non sempre limpide, non è sempre coerente, ed ha un dolore che non riesce a superare: la morte della moglie, uccisa “per causa sua”.

Non mancano, anzi abbondano in particolare nelle prime puntate, i momenti comici, dovuti alla rudezza del vicequestore, alle sue fisse (come le scarpe assolutamente inadatte al clima valdostano), ad alcuni personaggi-macchietta che lo circondano.

Tuttavia il personaggio ha anche una evoluzione significativa seppur nel corso di sei soli episodi. E di conseguenza l’atmosfera si fa più seria man mano che Schiavone viene catturato indietro nel suo passato dal riaffiorare di personaggi e situazioni che sembravano risolti in un tempo narrativo precedente all’inizio della serie tv.

Ovviamente è pur sempre una serie pensata per il grande pubblico, che contiene quindi dei cliché ampiamente sfruttati, come i già detti personaggi-macchietta, e poi il dolore della perdita, le storie d’amore etc. Ma la mia opinione è che anche questi cliché siano trattati con una sensibilità non prettamente “commerciale”. Per esempio le scene in cui il vicequestore immagina di dialogare con la moglie morta sono molto delicate, commoventi, ma non melodrammatiche; non ci sono fiumi di lacrime.

Allo stesso modo le relazioni sentimentali di Schiavone non sono serene, ma anzi ne mettono in luce tratti caratteriali che dipingono un personaggio incoerente e scorretto, e quindi per certi versi sgradevole. Ma umano.

 

Il mio voto ignorante è 7,5/10.

Nota positiva: si può vedere gratuitamente la serie intera su www.raiplay.it.

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