Gomorra (Serie 1 e 2)

Giuro di dire la verità, nient’altro che la verità, tutt’altro che la verità  🙂

Ho visto la prima serie con ingordigia, un episodio via l’altro: tanta suspense, tanta curiosità, il fascino della novità…

Gomorra 1 si presentava finalmente (possiamo dirlo “finalmente”?) come una serie “all’americana”, di quelle in cui i cattivi sono cattivi, senza redenzione, di quelle in cui vedi lo schifo e sembra che non ci sia via d’uscita. In Gomorra non c’è il cattivo coi rimorsi, quello che tutto sommato poi in fondo in fondo è buono, quello che si innamora e diventa buono. Questa serie è droga e sangue, potere e tradimenti, senza scrupoli.

Probabilmente presso le menti più suggestionabili può aver avuto l’effetto di mitizzare la figura del camorrista, ma accostandosi alla serie con un minimo di spirito critico, come sarebbe utile sempre in generale, si vede facilmente come sia il ritratto di persone che devono il vivere il potere e il denaro guardandosi costantemente le spalle e schivando i pericoli, a volte nascondendosi, senza potersi mai davvero fidare nemmeno dei proprio familiari. Perché il potere e il denaro, appunto, vengono prima.

Gomorra 2 apre lo scenario nuovo dell’Alleanza e dei suoi delicatissimi equilibri ed intrighi, ma onestamente mi è parsa più ripetitiva: propone un continuo susseguirsi di omicidi e tradimenti che, per quanto probabilmente vicini alla realtà dell’organizzazione criminale, appiattiscono secondo me il prodotto, rendendolo prevedibile e poco avvincente.

Nel corso della seconda serie mi sono peraltro reso conto di un particolare che mi era sfuggito durante la prima, e che è invece di fondamentale importanza: Gomorra parte agli occhi del profano come fosse la saga della Camorra, del sistema per intero; invece poi nella seconda serie appare più chiaro come sia la “piccola” saga di una famiglia sola, tra le tante del sistema, che controlla, in senso criminale, le zone di Scampia e Secondigliano.

Mi sono inoltre posto, durante le ultime puntate, questo quesito: ma sul serio la camorra si regge esclusivamente sul controllo di piccoli territori e sulla vendita al dettaglio di dosi di stupefacenti? La Camorra non tesse ragnatele (solo vagamente accennate in Gomorra,nonostante il trasferimento di Gennaro Savastano a Roma)? non traffica in esseri umani né armi, non ricicla, non corrompe?

O la mia visione è sbagliata oppure la prospettiva narrativa comincia ad essere troppo limitata e attorcigliata su se stessa.

Il mio voto ignorante complessivo è 7,5/10.

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