Banksy e la mostra Guerra, Capitalismo & Libertà

Da diverso tempo seguivo le gesta dell’artista noto come Banksy. Mi piace la sua capacità di esprimere idee molto significative con un linguaggio come quello della street art.
Mi sembra che ci stia riuscendo e stia trainando questa forma di arte considerata minore verso palcoscenici e riconoscimenti impensabili fino a qualche anno fa. Ovviamente non è il solo, ma è un rappresentante di spicco della categoria. E peraltro non ha un nome né un volto. Sicuramente i proventi dei suoi lavori finiscono su un conto che sarà intestato a lui o riconducibile a lui, però riesce a celarsi ancora dietro l’anonimato, non cerca la fama planetaria che potrebbe raccogliere. Hanno provato a tracciarne addirittura i movimenti collegando le date e le posizioni delle sue opere, ma la persona di Bristol chiamata in causa ha negato.

A Palazzo Cipolla a Roma, fino al 4 settembre 2016, sono esposte circa 150 opere di Banksy, quasi tutte di dimensioni minori rispetto ai lavori eseguiti dall’artista in giro per le strade del mondo, essendo realizzate su supporti più tradizionali. Si tratta di dipinti e sculture provenienti da collezioni private. Alcuni sono esposti per la prima volta.

Per me Banksy è un fenomeno, e mi duole non aver visitato il suo “parco divertimenti” Dismaland, che, da quello che ho visto, era il parco dei sogni finiti male.
Dalle opere esposte a Palazzo Cipolla emerge una forte critica ai fenomeni di massificazione, al capitalismo, e al controllo poliziesco che caratterizza in questo momento la politica di molti Stati occidentali. Quello che però mi ha sempre colpito di questo artista è la sua capacità di esprimere posizioni condivise da molti in modo non banale. Non è un comunistoide o un anarcoide che urla slogan consumati; Bansky esaspera situazioni quotidiane e reinventa gli oggetti-feticcio del nostro tempo: ti sbatte contro il fatto che la realtà in cui vivi ha mille contraddizioni e tu non ne sei esente, con quello che fai, con quello che usi, con ciò che consumi, con le maschere che indossi.

IMG_8936

Bambini che si stringono la mano e si innamorano su cumuli di armi, poliziotti in tenuta antisommossa con la faccina che ride, proprio come quella che vedi e mandi ogni giorno con il tuo cellulare… e ancora bimbi innamorati del televisore, e poi la morte che ti attende con la falce e ancora quel sorriso dello smile che diventa incredibilmente inquietante.

IMG_8923

Banksy veicola attraverso le proprie opere significati e valori precisi. A differenze di altri artisti che lavorano molto con le metafore fino a livelli di non immediata comprensione, le sue opere parlano chiaro, anche se con gli strumenti dell’arte, ironizzando anche sugli scopi commerciali dell’arte stessa.

IMG_8944

È una mostra che non lascia indifferenti. Non deve. Per il nostro bene, se così si può dire.

Il mio voto ignorante è 8/10.

Se ti è piaciuto l'articolo ignorante, condividilo con i tuoi amici!!!
0

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *